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Palazzo Borgia, uno degli edifici più belli di Ortigia, sorge alla confluenza di Via Picherali con Piazza Duomo a Siracusa.

 

Un'iscrizione sull'arco dell'androne rivela che fu edificato nel 1760 da Giuseppe Maria Borgia dei baroni del Casale, un'antica casa patrizia siracusana infeudata ai tempi di Re Martino d'Aragona. L'attuale aspetto architettonico deriva dal restauro di un preesistente edificio aragone datato 1396, di cui si ritrova traccia sia nei Dammusi che nel Piano Nobile.

 

Lo stemma sulla sommità del portale ne conferma la paternità: un troncato, nel primo d'azzurro un bue d'oro sormontato da una stella di otto raggi tra due aquiloni, nel secondo d'azzurro a tre bande d'oro (l'arma dei Borgia).

 

Il portale d'ingresso sormontato da un'elegante tribuna a sagoma curvilinea, il cantonale nord impreziosito dal bugnato a strisce orizzontali e dalla sinuosa inferriata della balconata angolare, le decorazioni a rocaille e l'antico impianto dello splendido cortile barocco e dello scalone, sono tra i principali gioielli architettonici del palazzo, che si staglia con la solennità formale di un grande modulo costruttivo.

 

Gli affreschi e le tempere del Piano Nobile sono stati da poco oggetto di un accurato lavoro di restauro conservativo che ne ha evidenziato il grandissimo valore storico e artistico.

LUCIA MIGLIACCIO

 

Palazzo Borgia, uno dei più begli edifici rococò di Ortigia, sorge alla confluenza di via Picherali con Piazza Duomo.

É da questo angolo di Ortigia che ha inizio una singolare storia di re e regine di madame francesi e lord inglesi, che ha avuto per protagonista una splendida donna, la siracusana Lucia Migliaccio, duchessa di Floridia.

Lucia Migliaccio , figlia di Vincenzo duca di Floridia e di Dorotea Borgia nacque a Siracusa, il 18 Gennaio 1770 proprio nel palazzo della famiglia materna.

 

Ad appena 11 anni sposò Benedetto Grifeo del Bosco, principe di Partanna, e andò a vivere a Palermo, ma rimasero frequenti i soggiorni di Lucia in casa Borgia a Siracusa, dove nel 1794 diede alla luce il quartogenito Giuseppe. Nel 1812 Lucia Migliaccio rimase vedova.

 

In quel tempo si trovava a Palermo re Ferdinando di Borbone che nello stesso anno dovette lasciare per qualche tempo il potere al figlio Francesco come vicario e, per motivi diplomatici, fece allontanare la moglie dalla Sicilia.

Fu in quegli anni travagliati che Ferdinando di Borbone conobbe a Palermo la bellissima Lucia Migliaccio, innamorandosene perdutamente. Rimasto vedovo di Maria Carolina d'Austria nel settembre 1814 appena due mesi dopo, il 23 Novembre, sposò in segreto a Palermo la nobildonna siracusana.

Si trattò di nozze morganatiche, cioè di un matrimonio regolare dal punto di vista civile e religioso ma senza la concessione alla moglie del titolo di regina. Tuttavia Lucia Migliaccio fu molto amata dai napoletani nel ricordo popolare divenne per tutti la “regina Lucia”.

 

Nel giugno 1815, infatti, dopo un decennio di dominazione francese, re Ferdinando poté rientrare a Napoli con la nuova moglie.

A Napoli re Ferdinando regalò a Lucia Migliaccio il Palazzo Partanna  a Chiaia (sull'attuale Piazza dei Martiri), e le fece costruire la splendida villa panoramica sulla collina del Vomero, che, in ricordo della nobildonna siracusana, viene chiamata la Floridiana .

 

Le cronache del tempo hanno tramandato il ricordo di una donna di animo mite e gentile, bruna, dagli occhi bellissimi, assai seducente e di aspetto giovanile anche in età matura.

 

Lucia Migliaccio, seppe conservarsi estranea agli intrighi della corte e della politica, accattivandosi l'animo del re e di tutta la famiglia reale. Nel 1817 fu grazie a questa donna che Siracusa fu elevata a città capovalle di Sicilia, per volere di re Ferdinando.

Rimasta vedova per la seconda volta, in seguito alla morte di re Ferdinando nel 1825, Lucia Migliaccio abbandonò per sempre il Palazzo Reale ed andò a vivere a Palazzo Partanna nell'elegante quartiere di Chiaia, dove si spense il 26 Aprile 1826, all’età di 56 anni.